Ester è una delle figure femminili più forti e simboliche dell’Antico Testamento. È protagonista del Libro di Ester, ambientato nell’impero persiano durante il regno del re Assuero (tradizionalmente identificato con Serse I, V secolo a.C.).
È una regina ebrea che, mettendo a rischio la propria vita, salva il suo popolo dallo sterminio. Nella tradizione ebraica e cristiana è venerata come santa e modello di coraggio, fede e intercessione.
Nome e significato
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Ester: probabilmente di origine persiana, legato alla parola stella
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Nome ebraico: Hadassa, che significa mirto (pianta simbolo di vita e speranza)
Il doppio nome riflette la sua doppia identità: ebrea e regina in terra straniera.
Contesto storico
Ester vive nella diaspora ebraica:
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gli Ebrei non sono più in esilio forzato, ma vivono sotto dominio persiano
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il popolo è però vulnerabile e minacciato
Il funzionario Aman trama lo sterminio degli Ebrei. Ester, incoraggiata dallo zio Mardocheo, decide di intervenire presso il re.
Il ruolo di Ester
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Accetta di esporsi, pur sapendo che avvicinarsi al re senza invito poteva costarle la vita
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Usa intelligenza, prudenza e strategia
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Intercede per il suo popolo e ottiene la salvezza degli Ebrei
La sua azione dimostra che Dio agisce anche attraverso il coraggio umano, pur non essendo mai nominato esplicitamente nel libro (nella versione ebraica).
La festa di Purim
L’evento narrato nel libro di Ester è all’origine della festa ebraica di Purim, che celebra:
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la liberazione del popolo ebraico,
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il rovesciamento del destino,
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la vittoria dei deboli sugli oppressori.
Temi teologici principali
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Provvidenza divina nascosta
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Coraggio femminile
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Intercessione
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Giustizia e salvezza
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Responsabilità personale nella storia
Ester è una donna che sceglie di agire, diventando strumento di salvezza.
Ester come santa
Nella tradizione cristiana:
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è venerata come santa donna dell’Antico Testamento
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considerata esempio di fedeltà e sacrificio
Memoria liturgica
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Chiesa cattolica: 1 luglio
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Chiese orientali: commemorata tra le sante donne dell’Antico Testamento
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Ebraismo: celebrata durante Purim
Vissuto nel XIII secolo a.C. (secondo la tradizione biblica), nacque in Egitto nella tribù di Levi. Fu scelto da Dio come portavoce di Mosè davanti al faraone durante la liberazione dall’Egitto.
🏺 Ruolo nell’Esodo
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Affiancò Mosè nelle dieci piaghe
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Partecipò alla guida del popolo nel deserto
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Ebbe un ruolo nella costruzione del vitello d’oro (episodio controverso)
⛪ Sommo Sacerdote
Dio lo consacrò primo Sommo Sacerdote d’Israele. I suoi figli diedero origine alla classe sacerdotale (i “kohanim”).
Indossava vesti sacre ricche di simboli:
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efod
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pettorale con dodici pietre
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turbante sacro
Il suo bastone fiorito è uno dei segni miracolosi associati alla sua figura.
✝️ Morte
Morì sul Monte Hor. Secondo la tradizione, aveva 123 anni.
🌍 Significato religioso
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Nell’ebraismo: fondatore del sacerdozio levitico.
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Nel cristianesimo: figura che prefigura il sacerdozio.
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Nell’islam: profeta (Harun), fratello di Musa.
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Nome: Oliver Plunkett
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Nascita: 1 novembre 1625, Loughcrew, contea di Meath (Irlanda)
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Morte: 1 luglio 1681, Londra (Inghilterra), per impiccagione, sventramento e squartamento
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Titolo: Arcivescovo cattolico di Armagh, Primate d’Irlanda
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Contesto storico: persecuzioni anticattoliche nell’Inghilterra e nell’Irlanda del XVII secolo (cospirazione papista).
Profilo biografico e spirituale
Oliviero Plunkett guidò la Chiesa irlandese in un periodo di estrema repressione religiosa. Accusato ingiustamente di alto tradimento, rifiutò di rinnegare la fede e affrontò il martirio con fermezza e perdono verso i persecutori. Canonizzato nel 1975, è l’ultimo martire cattolico giustiziato in Inghilterra.
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Culto: Chiesa cattolica
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Memoria liturgica: 1 luglio