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Geremia è uno dei grandi profeti dell’Antico Testamento e autore del Libro di Geremia (52 capitoli), a cui sono tradizionalmente collegati anche le Lamentazioni. È venerato come profeta e santo nella tradizione cristiana.

La sua missione si svolge in uno dei momenti più drammatici della storia d’Israele: la caduta di Gerusalemme e l’esilio babilonese.

Nome e significato

Il nome Geremia (ebraico Yirmeyāhû) è interpretato come:

Il significato richiama una vocazione difficile: annunciare la verità anche quando è scomoda.

Origini e vocazione

La sua vocazione è segnata da una forte resistenza interiore: Geremia si sente inadeguato, ma Dio lo rassicura e lo consacra come profeta delle nazioni.

Contesto storico

Geremia opera tra il VII e il VI secolo a.C., durante:

Annuncia con lucidità l’imminente catastrofe, attirandosi ostilità, persecuzioni e isolamento.

La missione profetica

Geremia:

È incarcerato, minacciato di morte e rifiutato dal suo stesso popolo. Per questo è spesso chiamato “il profeta delle lacrime”.

Il Libro di Geremia

Il libro alterna:

Tra i testi più importanti:

Temi teologici principali

Geremia mostra che Dio non abbandona il suo popolo, nemmeno nel fallimento.

Stile e linguaggio

È uno dei profeti più umani e interiori della Bibbia.

Geremia come santo

Nella tradizione cristiana:

Memoria liturgica