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San Vincenzo Romano è un sacerdote italiano vissuto tra il 1751 e il 1831, noto come il “parroco santo del Vesuvio”. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica per la sua instancabile carità, la fedeltà pastorale e l’impegno eroico nella ricostruzione materiale e spirituale del suo popolo dopo le calamità naturali.

Origini e formazione

Fin dagli inizi del ministero si distinse per uno stile pastorale semplice, diretto e vicino ai poveri.

Parroco di Santa Croce

Fu parroco della Basilica di Santa Croce a Torre del Greco per oltre 40 anni.
Il suo ministero fu segnato da:

In ogni emergenza fu presenza costante, organizzando aiuti, assistenza spirituale e opere di ricostruzione.

Apostolato e carità

San Vincenzo:

Era conosciuto per la sua franchezza evangelica e l’amore concreto verso i più fragili.

Spiritualità

La sua spiritualità si fondava su:

Univa contemplazione e azione con naturalezza.

Morte e canonizzazione

San Vincenzo Romano come santo

Nella Chiesa cattolica:

Memoria liturgica

Nome: Ursicino (Ursicinus)
Epoca: IV–V secolo
Titolo: Eremita
Area geografica: Massiccio del Giura (tra attuale Svizzera e Francia)
Festa liturgica: 20 dicembre

Vita e vocazione

Sant’Ursicino del Giura è venerato come eremita dei primi secoli cristiani, legato alla diffusione della fede nelle regioni montane del Giura. Le notizie storiche sono limitate e provengono soprattutto dalla tradizione agiografica, che lo presenta come un uomo dedito alla vita solitaria, alla preghiera e alla penitenza.

Scelse l’isolamento delle montagne per vivere il Vangelo in modo radicale, offrendo una testimonianza silenziosa ma incisiva di fede, in un contesto ancora in parte pagano o poco evangelizzato.

Spiritualità e testimonianza

La figura di Sant’Ursicino incarna:

La tradizione lo considera uno dei padri spirituali della vita eremitica nella regione del Giura.


👤 Chi era

Prima di diventare vescovo, era un avvocato stimato ad Antiochia (attuale Turchia/Siria).

Fu eletto vescovo per la sua integrità morale e la sua competenza, in un periodo delicatissimo per la Chiesa: quello delle controversie ariane.


✝ Il suo ruolo storico

San Filogonio è ricordato soprattutto per:

Fu contemporaneo di Sant’Atanasio di Alessandria e partecipò alla lotta teologica che avrebbe segnato il Concilio di Nicea (325).

La tradizione lo considera un pastore fermo ma prudente, capace di unire cultura giuridica e autorità spirituale.

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