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Vita e ministero

San Toribio Romo González fu sacerdote messicano vissuto durante la persecuzione anticlericale seguita alla Costituzione del 1917 e culminata nella Guerra Cristera. Ordinato sacerdote nel 1922, esercitò il ministero in condizioni estremamente difficili, celebrando i sacramenti in clandestinità e offrendo assistenza spirituale ai fedeli nonostante il rischio costante di arresto.

Si distinse per semplicità, dedizione pastorale e fedeltà al suo popolo, soprattutto nelle zone rurali del Jalisco.

Martirio

Il 25 febbraio 1928 fu ucciso a colpi d’arma da fuoco da soldati governativi mentre si nascondeva. La Chiesa lo riconosce come martire della fede, testimone di obbedienza a Cristo e alla missione sacerdotale fino al sacrificio della vita.

Spiritualità e devozione popolare

San Toribio Romo è una delle figure più amate tra i martiri cristeros. La devozione popolare lo invoca in modo particolare come intercessore dei migranti, soprattutto tra coloro che attraversano il confine tra Messico e Stati Uniti. Numerose testimonianze raccontano aiuti e protezioni attribuite alla sua intercessione.

La sua spiritualità è segnata da:

Vocazione salesiana

Entrò giovanissimo tra i Salesiani di Don Bosco, incontrando personalmente Giovanni Bosco. Ne assimilò il carisma educativo e missionario, distinguendosi per zelo pastorale e capacità organizzativa.

Missione in Cina

Nel 1906 partì per la Cina, dove fondò opere educative e pastorali. Nel 1920 fu nominato vicario apostolico di Shiuchow, diventando il primo vescovo salesiano della Cina.
Si dedicò a:

Martirio

Il 25 febbraio 1930, mentre viaggiava in barca sul fiume insieme al sacerdote salesiano Callisto Caravario:

Il loro sacrificio è riconosciuto come martirio in difesa della purezza e della dignità umana.

Significato ecclesiale

Iconografia

È raffigurato:

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