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Rebecca (o Rebekah) è una delle grandi matriarche dell’Antico Testamento. È la moglie di Isacco e la madre di Esaù e Giacobbe, figure centrali della storia biblica. Compare nei capitoli Genesi 24–27.

Nella tradizione ebraica e cristiana è venerata come santa matriarca, modello di fedeltà, iniziativa e discernimento nel progetto di Dio.

Nome e significato

Il nome Rebecca (ebraico Rivqāh) è tradizionalmente interpretato come:

Il significato richiama il suo ruolo decisivo nel legame tra le promesse di Dio e la loro realizzazione storica.

Origine familiare

È scelta come sposa per Isacco tramite una ricerca guidata dalla provvidenza divina.

L’incontro con Isacco

Uno degli episodi più noti:

Il racconto è uno dei più elaborati e simbolici della Genesi.

Rebecca come moglie

Durante la gravidanza riceve una rivelazione divina:

“Il maggiore servirà il minore”

Questa profezia guida le sue azioni future.

Rebecca come madre

Rebecca svolge un ruolo attivo e decisivo:

Il suo comportamento è complesso:

Temi teologici principali

Rebecca come santa

Nella tradizione cristiana:

Memoria liturgica

San Pietro Maubant nacque il 20 settembre 1803 a Vassy (Alta Marna, Francia) e morì martire il 21 settembre 1839 in Corea.
Fu sacerdote missionario della Società delle Missioni Estere di Parigi (MEP), inviato in Estremo Oriente in un’epoca in cui il cristianesimo era severamente perseguitato nella penisola coreana.


Missione in Corea

Dopo l’ordinazione sacerdotale, Pietro Maubant partì per l’Asia e riuscì a entrare clandestinamente in Corea, dove:

La missione si svolgeva in condizioni estremamente difficili, con spostamenti notturni e nascondigli continui.


Arresto e martirio

Durante la grande persecuzione del 1839 (persecuzione Gihae), Pietro Maubant fu:

Rimase fermo nella sua testimonianza e venne decapitato il 21 settembre 1839 insieme ad altri missionari e fedeli coreani. È riconosciuto come martire in odium fidei.

San Pietro Yi Ho-yong visse tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo in Corea. Fu un laico cattolico, appartenente alla prima generazione di cristiani coreani, in un periodo in cui il cristianesimo era vietato e considerato una minaccia all’ordine sociale confuciano.

La Chiesa coreana nacque e si sviluppò senza missionari residenti, grazie a laici che studiarono autonomamente i testi cristiani: questo rende la testimonianza di Pietro Yi Ho-yong particolarmente significativa.


Fede vissuta in contesto di conflitto religioso

San Pietro Yi Ho-yong operò in un contesto di forte conflitto religioso, dove:

Continuò comunque a:

👉 In questo senso è modello di chi vive e testimonia la fede in contesti di conflitto religioso, non attraverso il dialogo teorico, ma con la coerenza radicale della vita.


Arresto e martirio

Durante una delle grandi persecuzioni anticristiane coreane (inizio XIX secolo), San Pietro Yi Ho-yong fu:

Rimase fermo nella sua adesione a Cristo e venne infine ucciso per decapitazione, morendo come martire in odium fidei.

San Pietro Yu Tae-ch’ol (in coreano 유대철 베드로) nacque nel 1826 in Corea e morì martire nel 1839, durante una delle più dure persecuzioni anticristiane della dinastia Joseon.
Fu un laico cattolico, appartenente a una famiglia cristiana, ed è ricordato come uno dei più giovani martiri coreani.

La Chiesa coreana dell’epoca viveva nella clandestinità: il cristianesimo era considerato sovversivo rispetto all’ordine confuciano e severamente represso dallo Stato.


Fede eroica in giovane età

Pietro Yu Tae-ch’ol si distinse per una fede sorprendentemente matura, nonostante la giovane età (circa 13 anni).
Secondo le testimonianze:

La sua fermezza divenne motivo di incoraggiamento anche per gli adulti incarcerati con lui.


Arresto e martirio

Durante la persecuzione Gihae del 1839, Pietro Yu Tae-ch’ol fu:

Rimase irremovibile e venne infine decapitato nel 1839, morendo come martire in odium fidei.


🌏 La missione in Corea

Nel XIX secolo la Corea viveva forti persecuzioni contro i cristiani.
Chastan lavorò insieme ad altri missionari e convertiti locali per sostenere le piccole comunità cattoliche nascoste.

Fu collaboratore del vescovo:


✝️ Il martirio

Morì pregando e perdonando i suoi persecutori.

Sant’Eustachio, nome originario Placido (II secolo)

Secondo la tradizione, viveva a Roma ed era uomo ricco e stimato.


🦌 La conversione

L’episodio più famoso:

Si convertì insieme alla moglie Teopista e ai figli Agapito e Teopisto.


⚔️ Le prove

Dopo la conversione:

Secondo la tradizione, la famiglia si ricongiunse miracolosamente anni dopo.


🔥 Il martirio

Rifiutò di sacrificare agli dèi pagani.

Il martirio è collocato tradizionalmente intorno al 118 d.C.

San Giuseppe Maria de Yermo y Parres (1851 – 1904) fu sacerdote messicano e fondatore religioso, noto per il suo impegno verso i poveri e gli emarginati.

📍 Origini

Nacque il 10 novembre 1851 a Jalmolonga, in Messico. Rimasto orfano in tenera età, fu educato in ambienti ecclesiastici e maturò presto la vocazione sacerdotale.

⛪ Ministero

Ordinato sacerdote nel 1879, operò in un periodo difficile per la Chiesa messicana, segnato da tensioni politiche e anticlericalismo.

Si distinse per:

🤍 Fondazione

Nel 1885 fondò la congregazione delle Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri, dedicata all’assistenza dei più bisognosi.

✝️ Morte e canonizzazione

Morì il 20 settembre 1904.
È stato canonizzato nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II.

« Settembre 2026 »