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Papa Stefano I fu vescovo di Roma dal 254 al 257, in uno dei periodi più complessi della Chiesa antica, segnato da persecuzioni, scismi e forti dibattiti dottrinali. Era di origine romana e succedette a Papa Lucio I.

Il suo pontificato si colloca nel pieno delle tensioni nate dopo la persecuzione di Decio (249–251), che aveva portato molti cristiani ad abiurare la fede per salvarsi la vita. Alla fine delle persecuzioni si pose un problema centrale: come riammettere nella Chiesa i cristiani caduti (i lapsi).


Il dibattito sul battesimo degli eretici

Il tema più importante del pontificato di Stefano I fu la controversia sul battesimo amministrato dagli eretici.

Questa posizione, inizialmente molto contestata, diventerà poi dottrina stabile della Chiesa, confermando l’importanza storica del suo insegnamento.


Autorità del vescovo di Roma

Durante il suo pontificato, Stefano I affermò con forza il primato della Chiesa di Roma, richiamandosi alla successione apostolica di San Pietro. In questo senso è una figura chiave nello sviluppo dell’ecclesiologia romana e del ruolo del Papa come garante dell’unità.


Morte

Secondo la tradizione, Papa Stefano I morì martire nel 257, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, mentre stava celebrando la liturgia nelle catacombe. Tuttavia, le fonti storiche non sono unanimi, e alcuni studiosi ritengono che sia morto di morte naturale.
Nonostante ciò, la Chiesa lo venera come martire.

San Pietro Giuliano Eymard
(1811 – 1868)

Fin da giovane manifestò una profonda devozione verso l’Eucaristia.


⛪ Vocazione e fondazioni

Ordinato sacerdote nel 1834, entrò inizialmente nei Maristi.

Nel 1856 fondò a Parigi la Congregazione del Santissimo Sacramento, con lo scopo di:

Successivamente fondò anche un ramo femminile: le Serve del Santissimo Sacramento.


✨ Spiritualità

Il suo messaggio era chiaro:

Fu un grande promotore dei Congressi Eucaristici.


🪦 Morte

Morì il 1° agosto 1868 a La Mure.


⛪ Canonizzazione