Papa Sotero fu vescovo di Roma dal 166 al 175 circa, durante il regno dell’imperatore Marco Aurelio, in un periodo segnato da persecuzioni intermittenti e da importanti questioni dottrinali. Era originario di Fondi (nell’attuale Lazio).
Il suo pontificato si colloca nella Chiesa delle origini, ancora priva di riconoscimento legale, ma già strutturata nella carità, nella disciplina ecclesiastica e nel dialogo tra le comunità cristiane.
Carità e unità della Chiesa
Papa Sotero è ricordato soprattutto per la sua straordinaria attenzione ai poveri e ai perseguitati. Celebre è la lettera inviata alla Chiesa di Corinto, nella quale:
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incoraggiava la comunità nella fede
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inviava aiuti materiali ai cristiani in difficoltà
Questa iniziativa fu talmente apprezzata che Dionigi di Corinto ne lodò pubblicamente la generosità, sottolineando come la Chiesa di Roma fosse da sempre esempio di carità concreta e comunione fraterna.
Ruolo dottrinale
A Papa Sotero vengono attribuiti interventi contro alcune deviazioni dottrinali dell’epoca, in particolare:
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correnti gnostiche
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interpretazioni errate della morale cristiana
Secondo la tradizione, sostenne con chiarezza l’indissolubilità del matrimonio e la corretta disciplina penitenziale, contribuendo alla stabilità dottrinale della Chiesa nascente.
Morte
Papa Sotero morì intorno al 175.
La tradizione lo venera come martire, anche se non esistono prove storiche certe di una morte violenta. Fu sepolto nel cimitero di San Callisto, luogo di sepoltura di molti dei primi pontefici.