San Serafino da Montegranaro, al secolo Felice Rapagnano, fu un frate cappuccino laico vissuto nel XVI secolo, esempio luminoso di umiltà evangelica, povertà francescana e carità operosa. Nacque nel 1540 a Montegranaro (nelle Marche), in una famiglia contadina molto povera.
Rimasto orfano in giovane età, svolse lavori umili come pastore e bracciante. A 27 anni entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, scegliendo la via del frate laico. Visse sempre in mansioni semplici: questuante, portinaio, servitore dei confratelli e dei poveri.
La sua vita fu segnata da una profondissima preghiera, da una fede concreta e da un amore instancabile verso gli ultimi. Era noto per la dolcezza, la pazienza nelle sofferenze e la capacità di consolare spiritualmente chiunque incontrasse. La tradizione gli attribuisce miracoli, carismi di profezia e una grande efficacia di intercessione.
Morì il 12 ottobre 1604 ad Ascoli Piceno. Fu canonizzato nel 1767 da Papa Clemente XIII.
Dal punto di vista iconografico, San Serafino è rappresentato:
-
in abito cappuccino
-
con sacca del questuante
-
con rosario o crocifisso
-
in atteggiamento umile e sorridente