San Mosè di Roma († ca. 251) fu un presbitero e martire cristiano vissuto a Roma nel III secolo, durante la persecuzione dell’imperatore Decio. È una figura significativa della Chiesa romana antica, ricordata soprattutto per la fermezza nella fede e per il suo ruolo ecclesiale in un periodo di forti divisioni interne.
Vita e ruolo nella Chiesa
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Sacerdote della Chiesa di Roma
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Figura di riferimento durante la sede vacante dopo il martirio di papa Fabiano
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Si oppose allo scisma di Novaziano, difendendo la misericordia della Chiesa verso i cristiani caduti durante le persecuzioni
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Collaborò strettamente con San Cornelio, legittimo vescovo di Roma
La sua posizione fu decisiva nel riaffermare una Chiesa fondata sul perdono e sulla riconciliazione.
Prigionia e morte
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Arrestato durante la persecuzione di Decio
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Morì in carcere, probabilmente per le dure condizioni di prigionia
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È venerato come martire, anche se non giustiziato direttamente
Culto e memoria liturgica
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Venerato dalla Chiesa cattolica
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Festa liturgica: 25 novembre
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Il suo nome compare negli antichi martirologi romani