San Sofronio di Gerusalemme (ca. 560 – 11 marzo 638) è stato patriarca di Gerusalemme, teologo, poeta e uno dei più importanti difensori dell’ortodossia cristologica nel VII secolo. Nato probabilmente a Damasco, ricevette una formazione classica molto elevata, tanto da essere chiamato Sofronio il Sofista.
Inizialmente laico, intraprese numerosi viaggi in Oriente insieme all’amico e maestro Giovanni Mosco, con il quale frequentò monasteri e ambienti teologici tra Palestina, Egitto e Asia Minore. In età adulta abbracciò la vita monastica.
Contesto storico e ruolo teologico
San Sofronio visse in un periodo di forti tensioni dottrinali, in particolare legate al monotelismo, eresia che sosteneva l’esistenza di una sola volontà in Cristo. Da patriarca (eletto nel 634), Sofronio si oppose con fermezza a questa dottrina, ribadendo che Cristo possiede due nature e due volontà, divina e umana.
Redasse una Lettera sinodale fondamentale, letta poi al Concilio di Costantinopoli III (680-681), che condannò ufficialmente il monotelismo.
La conquista araba di Gerusalemme
Durante il suo patriarcato avvenne un evento epocale: la conquista di Gerusalemme da parte del califfo Omar (637). Sofronio, pur profondamente addolorato, negoziò la resa della città per evitare massacri, ottenendo garanzie di tutela per i luoghi santi e per i cristiani. Questo episodio lo rende una figura simbolo di responsabilità pastorale e diplomatica.
Opere
San Sofronio fu anche un grande scrittore e poeta liturgico. Tra le sue opere principali:
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Omelie (soprattutto per le grandi feste cristiane)
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Inni e testi liturgici
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Scritti teologici contro le eresie cristologiche
Il suo contributo è ancora oggi presente nella liturgia orientale.