San Pietro Maubant nacque il 20 settembre 1803 a Vassy (Alta Marna, Francia) e morì martire il 21 settembre 1839 in Corea.
Fu sacerdote missionario della Società delle Missioni Estere di Parigi (MEP), inviato in Estremo Oriente in un’epoca in cui il cristianesimo era severamente perseguitato nella penisola coreana.
Missione in Corea
Dopo l’ordinazione sacerdotale, Pietro Maubant partì per l’Asia e riuscì a entrare clandestinamente in Corea, dove:
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esercitò il ministero in segreto
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amministrò i sacramenti rischiando costantemente la vita
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sostenne le comunità cristiane locali, prive di clero stabile
La missione si svolgeva in condizioni estremamente difficili, con spostamenti notturni e nascondigli continui.
Arresto e martirio
Durante la grande persecuzione del 1839 (persecuzione Gihae), Pietro Maubant fu:
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arrestato
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sottoposto a interrogatori e torture
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invitato a rinnegare la fede cristiana
Rimase fermo nella sua testimonianza e venne decapitato il 21 settembre 1839 insieme ad altri missionari e fedeli coreani. È riconosciuto come martire in odium fidei.